NOTE BIOGRAFICHE

Nata a Stienta (Ro) nel Polesine inizia la sua attività artistica dedicandosi principalmente al disegno e al colore. Ha studiato presso l'Istituto d'Arte di Ferrara e il Liceo artistico di Venezia, completando la propria preparazione artistica all'Accademia di Belle Arti di Bologna, allieva, tra gli altri, di Giorgio Morandi e Giovanni Romagnoli. Del 1952 sono una serie di disegni dell’alluvione che paralizzò il Polesine in quel periodo; due anni dopo riceve il Premio dell'Accademia per l'Incisione e la Pensione Tullo Moy per il Paesaggio e dall’Università di Bologna il primo Premio per il Bianco e Nero.

Dopo una pausa di quasi vent’anni dovuta al formarsi della sua famiglia e all’inizio della sua attività di insegnante, riprende negli anni Ottanta la sua attività artistica ed espositiva e partecipa a diverse collettive. Partecipa al Concorso nazionale di Grafica: "Premio Città di Casale 1994" e consegue il primo premio presentando un'acquaforte del '92: “Lungo il fiume con le nuvole”. Nel '97, con l'incisione "Paesaggio fluviale", riceve a Ferrara uno dei premi del "Lascito Niccolini" "per la sapienza tecnica e l'atmosfera poetica". Nel dicembre 2004 viene edito dalla Marsilio il Catalogo della sua opera incisoria dal 1951 al 2004, curato da Laura Gavioli e presentato da Paolo Bellini, docente presso l’Università Cattolica di Milano. La seconda e terza parte del libro sono curate da Licia Zampini, figlia minore dell’artista; esse comprendono il catalogo ragionato delle opere e una ricca serie di apparati critici e bio - bibliografici. Nel 2009 viene presentato a Grizzana Morandi (Bo) in una Personale, il catalogo “In bianco, in nero e in grigio. Il mondo di Carolina Marisa Occari. Incisioni dal 1983 al 2002”, curato da Eleonora Frattarolo. La stessa mostra verrà poi ospitata in settembre a Ferrara presso Palazzo Turchi di Bagni, a cura del prof. Benedetto Sala.

L’artista è presente nel:

- Catalogo degli incisori italiani, ed. Mondatori
- Repertorio degli incisori italiani, ed. Faenza
- Catalogo Prandi

Sue opere sono conservate presso:

- Istituto Nazionale per la Grafica, Roma
- Raccolta dei Disegni e delle Stampe “Achille Bertarelli” (MI)
- Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, Firenze,
- Raccolta del Museo Civico, Bassano (VR)
- Gabinetto stampe antiche e moderne, Bagnacavallo (RA)
- Gabinetto dei Disegni e delle Stampe di Villa Pacchiani,
Santa Croce sull’Arno (FI)
- Biblioteca Ariostea (FE)
- Palazzo Bonaccossi (FE)
- Palazzo Vescovile, Biblioteca (RO)
- Collezione Melotti (FE)
- Museo Albertina, Vienna
- Gabinetto delle stampe del Museo d’Arte Orientale e
Occidentale, Odessa (UK)
- Museo, Kiev


TECNICA E TEMI

Nei primi anni dell’Accademia la passione di Carolina Marisa Occari per il disegno e il colore si avvia verso una maturità ed una conoscenza molto profonda, con interessi particolari per la figura, il ritratto e il paesaggio.

La svolta si verificherà due anni dopo, al corso di incisione di Giorgio Morandi che la colpisce per la serietà e semplicità proprie della sua natura. In lui infatti lei trova innanzitutto un maestro di vita, grazie al suo modo di essere, parlare, agire, sempre così austero quanto delicato e attento alla persona. Grazie a lui la Occari avverte la sostanziale differenza tra il linguaggio della pittura e quello dell’incisione che diventerà poi la sua tecnica privilegiata. Morandi insegna l'acquaforte della tradizione, l' ”incisione pura” e va precisato che accanto alle conoscenze delle tecniche tradizionali ritroviamo il modo originalissimo dell’artista di porsi nello scoprire il lato segreto delle cose. Nella sua opera incisoria i registri del bianco e del nero rivendicano lontane ascendenze di una tradizione alta, soprattutto l’opera di Rembrandt. Va comunque precisato che Carolina Occari appartiene alla linea più bella del nostro secondo Novecento e di questo primo millennio. La tradizione classica alla quale si ispira la nostra artista, è infatti riportata nella modernità con il vigore della leggerezza e la forza di una dolcissima sicurezza del segno.

L’artista racconta prevalentemente il “suo” fiume e tutto ciò che lo accompagna: golene, case, vegetazione, nonché le figure che lo popolano e lo rendono vivo. I disegni e le acqueforti sono eseguiti dall’artista en plain air, frutto di una full immersion nel paesaggio senza mediazione di disegni preparatori o supporti fotografici. Così facendo essa rivendica l’autonomia espressiva e l’intrinseca originalità di un linguaggio che si manifesta “per segni propriamente detti”.

I luoghi del Polesine e del delta del Po sono i luoghi della quotidianità dei sentimenti dell’artista, della famiglia, ma sono pure i “luoghi dell’anima”, dell’apertura sconfinata su di un mondo naturale profonda-mente amato. La morbidezza del tratto e la profonda interiorità che si rivela nelle sue opere sono registrati sul piano di una felice sintesi dello studio delle armonie e della sensibilità. Essi decretano la leggerezza della sua poetica ed insieme la forza del suo operare, infatti è soprattutto nella rappresentazione dei paesaggi che lo sguardo dell’artista si fa più incisivo e capace di cogliere il senso del fluire della vita. (G. Cerioli)

Parallela al tema del Paesaggio, l'artista inizia negli anni Novanta una ricerca relativa alla Natura Morta nella quale il soggetto è principalmente la frutta autunnale. Sul piano pratico essa rappresenta l’alternativa all’uscita nel paesaggio ma, anche se esso resta senza dubbio il suo genere d’elezione, la natura morta viene interpretata sulla lastra con una sobrietà d’intenzioni e una disarmante semplicità di resa chiaroscurale. In esse infatti ritroviamo la stessa tensione che costruisce le fitte chiome dei grandi alberi, il fiume, le distese quiete di acqua a cui la sua punta dà forma. (C. Bassi)

Vive e lavora a Ferrara,
via Francesco del Cossa n. 32
tel. 0532/204595; cell. 347/5914294
liciazamp@tin.it



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